Dalle critiche alle potenzialità

Spesso le persone adulte fanno commenti e critiche negative nei confronti dei giovani: “Questi giovani sono sempre incollati al telefono!”, “Sono irascibili, chiusi, senza obbiettivi!” … Basta!
Basta, non le possiamo più sentire queste affermazioni generiche che sminuiscono la nostra categoria! Sarebbe meglio, invece, domandarsi e capire quali siano le potenzialità dei ragazzi. Per fare ciò ci affidiamo ad un’esperta nel campo delle potenzialità, una Coach e psicologa Moira Barbacovi che si occupa di allenare il potenziale umano. Ogni giorno ascolta le persone che si rivolgono a lei, ed insieme pianifica nuove strategie per accompagnarle nel raggiungimento dei propri obbiettivi. Approfitto quindi della sua disponibilità per porle alcune domande.
Quali sono stati i motivi che l’hanno portata a scegliere questa professione?
“Grazie Emanuele per la riflessione. Chiedersi qual è il modo migliore di guardare ai giovani è fondamentale. Vale anche per i meno giovani! Gli occhi con cui guardiamo noi e gli altri hanno un ruolo cruciale nel coltivare il benessere e il talento, sia individuale sia di comunità.
Ho scelto la professione di life coach umanista mossa dal desiderio di aiutare le persone a sviluppare le potenzialità al fine di trasformarle in forze concrete, capaci di agire nella vita quotidiana per raggiungere gli obiettivi che stanno a cuore. L’abilità di un coach è quella di capire quali possono essere i punti di forza di una persona e farli emergere. Quando accade si percepisce una felicità interiore profonda e duratura.
Prima di tale professione, ho lavorato come “Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni nelle Direzioni del Personale” di diverse multinazionali quali: Gruppo ENI, Vodafone, Gucci, Agusta Westland. Le ho supportate nell’ accrescere il talento dei collaboratori e nel migliorare il risultato d’impresa. Durante un lavoro a Firenze presso Uffizi e Basilica di Santa Croce sono stata circondata di bellezza artistica, a contatto con le opere dei grandi artisti della storia. Come sarebbe stato affascinante allenare il talento delle persone nella vita, non solo nelle imprese! è così che ho preso la specializzazione in coaching: disciplina che nel frattempo era arrivata in Italia dall’America”.
Quali potenzialità hanno i ragazzi?
“Le potenzialità personali si caratterizzano per essere quelle specifiche peculiarità che ci offrono appagamento, soddisfazione, gioia di vivere quando le esprimiamo o, all’opposto, un profondo malessere quando le reprimiamo o trascuriamo. Comprendere i nostri punti di forza è fondamentale per crescere come individui, far fiore le relazioni e guidare la vita verso il successo che desideriamo.
Come riscontri tu, si tende a vedere i difetti e a criticare. Atteggiamento che ferisce ma non dobbiamo arrabbiarci poiché è un retaggio culturale. Nelle nostre terre sono note le raccomandazioni dei nonni: “rimani nel solco!”. L’educazione era focalizzata sul “raddrizzare le piantine finché sono piccole, poi è tardi!”. Gli adulti spronavano i figli a seguire le linee riconosciute dalla società come buone. è il principio dell’adattamento. Oggi, viviamo un’epoca di cambiamenti e abitiamo la cultura dell’Autorealizzazione, della possibilità che ogni persona ha di divenire ciò che la natura le detta, di seguire la vocazione. Quando una persona è mossa dalla forza di realizzare il suo Vero Sé, accade che l’improbabile diventa facile.
Questa la più grande potenzialità dei giovani! Poter esprimere il potenziale e seguire i sogni. Tuttavia, gestire la libertà è difficile. Recarsi al supermercato con la lista confezionata da altri è più facile che scegliere da sé, poiché una preferenza esclude le altre, e la responsabilità è nostra. Paure e dubbi abitano il cuore tanto quanto l’energia di voler fare, andare e vivere! Crea disorientamento. C’è bisogno di nuovi modelli cui ispirarsi e linee guida da seguire”.

Come possono svilupparle?
“Le potenzialità si sviluppano a partire dai punti di forza. “Quando un ragazzo in Studio mi dice sconsolato di andare male a scuola e che gli insegnanti prospettano che non arriverà mai al sei, io dico: “Meno male! Così puoi arrivare al nove!”. Porsi limiti, anche positivi è un vincolo in sé. Figuriamo se negativi!
C’era un ragazzo che odiava la scuola, si rifiutava di studiare e fioccavano i quattro. Di contro era affascinato dagli Egizi, dei quali approfondiva da solo storia, tradizioni e imprese. Ne parlava con tale trasporto e fascino da suscitare ammirazione. In lui albergava l’amore per il sapere anche se non contestualizzato all’ambiente scolastico. Partire dalle forze significa valorizzare il suo slancio a conoscere le vicende di popoli affascinanti dal punto di vista umano non solo cronologico. Tale consapevolezza l’ha aiutato ad esprimere lo specifico amore per il sapere anche in ambito scolastico, trasformando gli ostacoli che incontrava in opportunità di sviluppo.
Altro percorso stimolante l’ho realizzato con una ragazza dislessica. Le abilità linguistiche erano limitate, a detta dei test, ma aveva grande forza del carattere, molta determinazione e fertile creatività, che è il contraltare della dislessia. Facendo leva sulla perseveranza e la creatività questa ragazza ha trovato strategie cognitive adeguate ad affrontare lo studio, si è diplomata con ottimi voti ed è in procinto di fare l’università.
Curiosità, Audacia, Amore, Speranza, sono alcune potenzialità, ne abbiamo ventiquattro.
Tutti le possiedono anche se a seguito di esperienze dolorose si può smettere di utilizzarle. In tal caso si atrofizzano, come i muscoli. Quindi, il primo passo per sviluppare le forze psicologiche è comprendere le nostre autentiche potenzialità e allenarle perché diventino valori-guida, competenze e talenti”.
In che modo possono allenarle?
“Liberare le risorse come elemento che orienta nella vita e sostiene il cammino è un percorso supportato per me dal coaching umanistico, un viaggio nella bellezza del nostro essere umani che parte dall’analisi delle facoltà sentimentali, dalle ricerche intorno alla felicità raggiungibile, per esplorare i punti di forza e quindi definire i passi concreti che possono trasformarli in talenti.
Poi ci vuole impegno e la presenza di guide amorevoli. Il meglio di noi emerge nelle relazioni calde. Il talento non è individuale, è collettivo! Ecco perché il modo con cui ci si guarda è la base per lo sviluppo della persona, ed è la fonte della serenità quotidiana.
In conclusione, per vivere bene e raggiungere risultati desiderati dobbiamo partire dalle nostre potenzialità specifiche, quelle che ci caratterizzano come soggetti unici, originali, irripetibili. Solo se riusciamo a comprendere il nostro potenziale positivo, a valorizzarlo e allenarlo, possiamo superare limiti e ostacoli e crescere, dando un senso e un significato alto alle nostre vite. Sempre concentrati sui difetti e sui limiti, sugli errori, purtroppo non siamo abituati a farlo e finiamo per trascurare gli infiniti tesori che albergano nel nostro mondo interno”.
Dall’intervista è emerso come la coach Moira Barbacovi è una professionista appassionata del proprio lavoro, che riesce ad esercitare con gioia, entusiasmo, vitalità la propria professione. Ama confrontarsi con nuove realtà; riesce a trovare il potenziale in ogni persona che a lei si rivolge e si preoccupa di allenarlo, condividendone emozioni e sensazioni.