Vent’anni di progetti: forse è la volta buona

L’Isola dei Sapori
“Per noi una via crucis che dura da 20 anni, senza mai un dialogo franco e diretto con gli interlocutori interessati a risolvere il problema dell’incrocio” – ci dice Mirco Maccani, uno dei titolari de l’Isola dei Sapori, l’esercizio commerciale che si trova al centro di quest’area strategica. – E spiega: “Ogni tanto comparivano dei tecnici a misurare senza dirci nulla. Qualche contatto in verità poi c’è stato con Comune e Provincia ma su quel tavolo più che interlocutori ci sentivamo imputati. Per questa ragione, per parafrasare la formula usata di chi si sente sotto processo, mi avvallo della facoltà di non rispondere”.
Il pendolare
“Prima di tutto occorre provvedere alla manutenzione delle strade che spesso sono in condizioni pietose con rappezzi, chiusini sfondati, buche ecc. Occorre adottare soluzioni tecniche nuove che riducano i costi di manutenzione di tutto questo!” – ci dice l’ing Carlo Dalpiaz. Con residenza a Coredo, Dalpiaz è dipendente provinciale (Meteotrentino) e come pendolare da anni (a parte l’ultimo periodo, in smart working causa la pandemia) è utente abituale della stazione di Dermulo e conosce a menadito le problematiche che deve affrontare ogni giorno chi dall’Alta valle e dalla Predaia si deve recare per lavoro in città.
Come tecnico aveva suggerito più volte al Comune di Predaia delle idee di intervento sull’incrocio di Dermulo. Poi si è rassegnato ed ha cessato di sperare. “Mi hanno risposto infatti che il problema era risolto! Come? Non si sa”.
E adesso?
Dopo anni di stallo da qualche tempo da un mese è ripreso il dialogo tra il Comune di Predaia e la Provincia sul nodo viario di Dermulo, un’opera molto sentita, sia
dai cittadini sia da parte dell’amministrazione comunale. Lo ha annunciato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Lorenzo Ossanna, il quale chiedeva di sapere che fine aveva fatto quest’opera nell’agenda agenda provinciale.
A detta del presidente Fugatti, l’ipotesi maggiormente accreditata al momento è quella di un progetto da 4 milioni di euro che prevede la realizzazione di una rotatoria a raso con la conservazione dell’edificio commerciale al centro e la predisposizione di 98 parcheggi. Il tutto garantendo la messa in sicurezza dei percorsi pedonali.
Rotatoria dunque, ma non è detto che sia questa la soluzione perché il Comune di Predaia, come ci ha ribadito la sindaca Giuliana Cova in un incontro alla presenza anche dell’assessore ai LLPP ing. Mauro Schwarz.
“Stiamo ragionando con la Provincia su un progetto che salvaguardi la vivibilità dell’abitato e che tenga conto delle tante criticità che la rotatoria comporterebbe sul flusso veicolare verso l’Alta valle e la Predaia, specialmente quello pesante con il via vai di mezzi pesanti legati all’industria del legno che è molto presente in Alta Anaunia. La rotatoria non so fino a che punto agevolerebbe questo flusso, anzi temo che lo complicherebbe!” – afferma la sindaca, determinata in ogni caso ad affrontare il nodo Dermulo in modo definitivo.
La soluzione?
Per questo – spiegano in Comune – si sta lavorando ad una soluzione diversa che preservi Dermulo dall’impatto rotatoria e che favorisca il flusso veicolare senza creare ingorghi ne intoppi.
L’idea è preservare la scorrevolezza del traffico da e verso Cles (che è numericamente il più rilevante) evitando il semaforo e nello stesso tempo favorire l’innesto ed il deflusso veicolare con l’Alta valle di Non.
Il tutto rimodellando l’edificio stazione, per farne un vero nodo di scambio gomma ferrovia anche nell’ottica ‘green’ di favorire il trasporto pubblico.
Su questa ipotesi in campo una soluzione abbozzata dallo studio dell’ing. Ezio Cattani, professionista specializzato in progettazioni stradali e si sta ragionando sulla base di soluzioni che il tecnico noneso ha già applicato con successo in altri contesti similari.
Ne parleremo, in dettaglio, prossimamente.
